Itinerari Viaggio in Sardegna: Isola di San Pietro

Un isola nell’isola, nel cuore del Mediterraneo, un meraviglioso lembo di terra ligure trapiantato all’estremo Sud-Ovest della Sardegna…. Una giornata di vela e di mare tra le scogliere, le insenature e le spiagge di sabbia bianca della bellissima Isola di San Pietro.

La sua posizione e ricchezza naturalistica garantisce una gita indimenticabile anche in giorni di scirocco e maestrale: basta scegliere il versante giusto e…partire!

In assenza di vento forte, il giro ideale, condito da numerose soste, è quello in direzione antioraria, con le seguenti tappe:

– Verso Nord – La Punta, l’isola Piana. 30 minuti

– Grotta del buco sul soffitto- Tacche Bianche. 30 m

– Grotta delle Oche e Punta delle Oche. 30 minuti

– Isolotto di Stea e scogliere di Nasca. 30 minuti

– Cala Vinagra

– Borrona, Cala Fico, l’Orrido, Capo Sandalo

– Spiaggia La Caletta

– La Mezza Luna e Conca

– Spiaggia Lucchese. Isolotto di geniò

– Le Colonne e spiaggia della Bobba.

– Spiaggia di Guidi

– Secagno

– Porticciolo Carloforte

Una volta tornati a terra, imperdibile la passeggiata nel centro storico del paese, condita da un trancio di focaccia e un aperitivo sul lungomare, prima di una cenetta a base delle locali specialità gastronomiche (su tutti, da non perdere il cascà di verdure, la bottarga e altri prodotti derivanti dalla lavorazione del tonno, la capunadda).

Itinerari Viaggio in Sardegna Sud-Ovest

Itinerario facile ed estremamente suggestivo dal punto di vista naturalistico,nella costa più selvaggia della Sardegna. Consigliato a chi cerca una vacanza tranquilla fatta di notti in rada, bagni mattutini e serate all’insegna della buona tavola:la scelta è ampia, si può optare per uno dei ristoranti sulla bellissima passeggiata di Carloforte dove potrete gustare piatti tipici a base di tonno e il famoso Cascà, oppure scegliere qualche agriturismo sulle montagne di Teulada.

Il chiasso della città svanisce dopo pochi minuti, l’immersione della natura è iniziata. Una crociera lungo il sud ovest della Sardegna, anche in periodi diversi dall’estate, dona emozioni autentiche, di pienezza, la sensazione di sentirsi pionieri, nella scoperta di una zona ancora sconosciuta dove impera il maestrale. Ma che tanti ridossi, naturali e non, dona anche al velista più prudente.
La presenza di due basi CSC sia a Cagliari che Carloforte permette di scegliere a piacimento la direzione dell’itinerario che, se il booking lo consente, può essere organizzato in formula one way. Il rientro sarà organizzato con il nostro supporto via terra, con bus privati.

Cagliari – Nora: l’ansa naturale della spiaggia di Pula, sormontata dall’insediamento prima fenicio, poi punico e romano raggiungibile con il tender (per una visita e saperne di più visita il sito SardegnaCultura) merita una sosta anche notturna, resa possibile dai circa 4 metri di fondale.
Il consiglio della CSC: il porticciolo di Perd’e Sali risulta attualmente insabbiato e non consente l’ingresso nemmeno ai First 31.7, così come al catamarano):
Nora – Chia: le celebri dune di sabbia, deserte e abbaglianti, contrastano con il turchino del mare e le chiazze verdone del ginepro che vi si appiglia. Inizia il tratto più affascinante e puro della costa meridionale. Possibile dare fondo a Cala Morto e a ponente degli scogli di Su Giudeu.
Il consiglio della CSC: il piccolo approdo intermedio di Calaverde ha un pescaggio massimo di 1,80 metri):
Chia – Teulada: almeno uno sguardo a Cala Cipolla (ancoraggio 4 metri) introduce all’imponente mole di Capo Spartivento che, come dice il nome stesso, assicura alla zona la pace dei venti, prima di sfociare nella splendida Tuerredda. Davanti alla spiaggia punteggiata di verde, si staglia l’omonimo isolotto separato dalla costa da un istmo appena sommerso, base ideale per un ancoraggio anche notturno. Pochi bordi di navigazione pulita e piena separano Tuerredda da Porto Malfatano (il cui passaggio richiede estrema prudenza per la presenza di zone di basso fondale) e dal porto di Teulada, nuovo Marina inserito nell’omonimo golfo e dotato di tutti i comfort. Alla distanza con il paese di Teulada (6 km) si rimedia con il servizio … E sempre un’auto privata conduce fino all’agriturismo Matteu, incastonato sulle montagne retrostanti, da cui si gode una splendida vista sul golfo e un’altrettanto splendida cena tipica.
Teulada – Porto Pino: doppiato Capo Malfatano e terzarolata la randa in caso di maestrale, si entra nell’area del poligono militare, che d’inverno è terra di esercitazioni (prima di partire, è opportuno rivolgersi alla Capitaneria di Sant’Antioco) e dove è vietato l’accesso a terra. Limiti che, tuttavia, preservano la zona dalla balneazione, conservandola incontaminata e bellissima. La trasparenza e i toni acquamarina dello specchio d’acqua di Porto Zafferano è da cartolina. L’ultima della costa meridionale: affrontato Capo Teulada, si è già sulla Sardegna Orientale. Prima di affrontare le isole minori, Porto Pino vale una sosta anche notturna per le sue dune sormontate da boschi di pino d’Aleppo. Aggirata la secca di Cala Piombo, si getta ancora senza problemi a 4-6 metri.
Porto Pino – Sant’Antioco: le manca il blasone turistico di Carloforte, ma anche Sant’Antioco merita una visita. Affrontato il golfo di Palmas dopo Capo Sperone, estrema punta meridionale dell’isola (in realtà collegata alla terraferma da un istmo tanto largo da essere percorribile anche in auto in entrambi i sensi di marcia)di Sant’Antioco si risale lungo il versante orientale, alla volta del Porto Romano. A meno che le condizioni meteo non siano tanto favorevoli da solleticare una deviazione a sud verso gli isolotti della Vacca e del Toro per un rapido bagno. In direzione opposta, sulla punta settentrionale di Sant’Antioco è la cittadina di Calasetta, dotata di porticciolo attrezzato.
Sant’Antioco – Carloforte: Pochi bordi separano Sant’Antioco dall’isola di San Pietro e dal suo unico centro abitato Carloforte, punto di partenza per uno splendido itinerario giornaliero
Carloforte – Buggerru (18 miglia): fatto rifornimento al porticciolo dei pescatori (l’ingresso è da affrontare con cautela e tenendo il centro, visto il digradare degli estremi della diga), si parte verso la costa orientale, rocciosa, maestosa e carica di storia. Dopo la lunga spiaggia di Funtanamare, si approda alla ripida scogliera di Nebida in cui si incastona Porto Flavia, suggestivo accesso a picco alla vecchia zona mineraria che nei primi decenni del Novecento produceva carbone. La navigazione procede rapida verso il Pan di Zucchero, insieme di faraglioni forati da percorrere con il tender in ogni direzione, lasciando la barca alla fonda senza  preoccupazioni (il fondale è alto e sabbioso). La notte può trascorrere in rada, nello splendido fiordo di Cala Domestica, completamente ridossato dal maestrale. Ricchissima la scelta di escursioni a terra.
Il consiglio della CSC: il porto di Buggerru è attualmente insabbiato, prima della partenza è bene sincerarsi delle condizioni meteo in arrivo, per non trovarsi bloccati a metà strada. In caso di maestrale, la navigazione è consigliabile solo in caso di grande esperienza. I ricoveri più vicini sono il fiordo di Cala Domestica e il porto di Tharros, distante però 33 miglia.

Itinerario Viaggio in Sardegna Ovest

Itinerario impegnativo, consigliato a marinai esperti in grado di interpretare il bollettino meteo per non farsi sorprendere dal maestrale in qualche rada poco protetta. Rimarrete sorpresi dai gioielli storici e naturalistici incastonati in una zona di Sardegna tutta da scoprire

COSTA VERDE Lasciata l’Isola di San Pietro, inizia un viaggio suggestivo, in una Sardegna insolita. Dimenticatevi le immagini da cartolina: superata a destra la lunga spiaggia di Funtanamare, la lingua di sabbia lascia s’inerpica in una parete rocciosa a picco sul mare, sormontata da ginepri piegati dal maestrale. Incastonato, un portale in pietra: è l’antico sbocco alle miniere di Porto Flavia, che in passato diedero lavoro e ricchezza all’intero Sulcis Iglesiente. L’attività estrattiva è ormai ferma, non il fascino della zona. Gli scogli del Pan di Zucchero, dal fondale profondo e sabbioso, sono un piacevole intermezzo nel viaggio verso nord. Una sosta al fiordo di Cala Domestica è d’obbligo, come pure a Buggerru (solo quando lo strato di sabbia che ne ostruisce il porto verrà finalmente dragato). La Costa Verde  così chiamata per il colore della vegetazione che spezza le chiare scogliere, termina con Arbus e sfocia nell’Oristanese. Stagni, fenicotteri a vista, ottimi muggini arrosto sono il contorno all’arrivo a Tharros, con l’omonimo sito archeologico fenicio a fare da splendida scenografia.

THARROS Il prolungamento delle rovine puniche sott’acqua rende impossibile l’accesso sottocosta, il confine è segnalato da un apposito campo boe. Meglio programmare una visita da terra, dopo l’approdo al marina di Torregrande che, confortevole, consente una doverosa sosta, per riordinare idee ed emozioni, prima della navigata verso la punta settentrionale della costa.

MARINA DI TORREGRANDE Dotato di numerosi servizi cantieristici e turistici.

AREA MARINA PROTETTA SINIS MAL DI VENTRE Superato Capo San Marco, ha inizio l’Area Marina Protetta Sinis Mal di Ventre, che comprende l’omonima isola e copre un’area di 25 ettari, suddivisa in tre zone di tutela così da rendere possibile la sua fruizione sostenibile. Inavvicinabile dal lato di ponente (zona A della riserva, alla pari del dello Scoglio del Catalano, posto sei miglia più a sud), offre possibilità di ancoraggio presso Cala dei Pastori, posta in zona C.

CAPO MANNU è eletto dai surfisti uno dei migliori spot mediterranei: durante le mareggiate di maestrale, le sue onde raggiungono i 5 metri di altezza! Da Capo Mannu si staglia, bianchissima, la spiaggia di Is Arenas. Costeggiandola, facendo attenzione ad alcuni scogli affioranti, si intravede Santa Caterina di Pittinurri e lo splendido arco naturale di S’Archittu.

S’ARCHITTU L’arco di roccia naturale, alto 15 metri e molto amato dagli appassionati dei tuffi estremi, è stato spesso set pubblicitario e cinematografico.

BOSA  Unicum nella geografia sarda, Bosa si erge sulle sponde di un fiume: il Temo, percorribile con il tender una volta lasciata la barca sui pontili galleggianti di Bosa Marina (Nautica Pirisi, 0785.375550).Le sue abitazioni basse e colorate, il centro storico di stile ispanico sormontato dal Castello dei Malaspina che ancora conserva gli affreschi di età medioevale, sono un piacevole stacco dall’immersione naturalistica dell’itinerario, insieme all’escursione nell’interno a bordo del Trenino Verde

ALGHERO  città fortificata, nasce sul mare e al mare deve il suo nome. Pare, infatti, che questo derivi dall’abbondanza di depositi di foglie di poseidonia oceanica, erroneamente chiamata alga, presenti lungo i litorali sabbiosi soprattutto dopo le mareggiate di libeccio. Alghero fu fondata nel XII secolo dalla famiglia genovese dei Doria, nel secolo seguente tuttavia venne conquistata dai Catalano-Aragonesi che entrarono nella città fortificata il 31 agosto del 1353.L’anno successivo la città venne ripopolata da genti provenienti da differenti territori catalani e da allora Alghero conserva la lingua e le tradizioni di quel popolo e della penisola Iberica. I monumenti, le chiese della città antica, stretta da imponenti torri e bastioni come i signorili palazzi ed, in particolare gli agili campanili della cattedrale di SANTA MARIA e della chiesa di SAN FRANCESCO, conservano una chiara impronta dello stile”Gotico-Catalano”.“BARCELONETA”, così Alghero è chiamata affettuosamente dai catalani, con il suo mare, la sua storia e la sua gente è stata la prima capitale del turismo sardo in dalla fine dell’800 ed ancora oggi rappresenta in Sardegna la città con maggiori tradizioni di ospitalità.

PORTO CONTE è la baia compresa tra la rada di Alghero e il promontorio di Capo Caccia, punto d’approdo tra i più tranquilli della Riviera del Corallo (così chiamata per l’abbondanza di “oro rosso” sui suoi fondali), ideale anche per la sosta notturna sui pontili del porticciolo. Fa parte dell’Area Marina Protetta Capo Caccia – Isola Piana e risulta molto gettonata per la pratica di tanti sport di mare e terra.

CAPOCACCIA l’imponente promontorio che delimita la rada di Alghero è tra i più alti d’Italia. Con i suoi 186 metri sul livello del mare, è visibile fino a 34 miglia di distanza. E’ compreso nell’Area Marina Protetta Capo Caccia – Isola Piana che comprende anche la Baia di Porto Conte e le suggestive Grotte di Nettuno  , le più famose della Sardegna.

STINTINO La deliziosa cittadina di Stintino si affaccia sul golfo dell’Asinara, sulla costa nord-orientale della Sardegna. Ha una data di nascita molto precisa, il 1885, quando le famiglie dei pescatori che abitavano l’isola dell’Asinara furono sfrattate per far posto alla colonia penale e dovettero fondare un nuovo insediamento a Capo Falcone. L’origine del toponimo deriva dal sardo “s’isthintinu”, cioè il budello, dal nome dato allo stretto fiordo su cui sorse il paese. I due porti – Portu Mannu e Portu Minori – sono attrezzati per il turismo nautico.

L’ASINARA Vero e proprio paradiso naturalistico, l’Asinara è celebre per aver ospitato per lungo tempo una colonia penale che ne ha preservato la sua incontaminata configurazione naturalistica, apprezzabile nella bellezza delle coste, nelle colonie di animali rari e selvatici come il celebre asinello bianco, nelle straordinarie tonalità azzurrate del mare. Lo sbarco avviene a Fornelli, nel golfo meridionale dell’isola, nei cui pressi si trovano gli edifici dell’ex colonia di reclusione penale. Essendo Parco Nazionale, necessita di permesso dell’Ente Parco per essere raggiunta con imbarcazioni private.

METEO Il clima, tipicamente mediterraneo e di scarsa piovosità, limitata per lo più alla stagione invernale, è rinfrescato dal maestrale che, data l’esposizione della costa al versante occidentale, rende la navigazione adatta a equipaggi di grande esperienza, e comunque in direzione nord – sud.

Itinerari Viaggio in Sardegna Sud

CAGLIARI Una volta arrivati a Cagliari,concedetevi un tour della città: raggiungete le mura di Castello e affacciatevi ad ammirare un tramonto imperdibile:da una parte il mare dall’altra le saline, lo Stagno di Molentargius e il rosa dei suoi fenicotteri. Per cena pesce freschissimo nelle numerose trattorie e ristoranti cittadini,dopo cena in uno dei tanti localini in città,o se preferite una passeggiata sul Lungomare del Poetto.

POETTO è la spiaggia dei cagliaritani. Otto chilometri di sabbia bianca e mare cristallino, che si estendono fino al comune di Quartu, dominati dal promontorio della Sella del Diavolo. Il nome della spiaggia si pensa derivi da una torre aragonese denominata “del Poeta”.

MARINA DI CAPITANA Il territorio di Capitana è caratterizzato da delle piccole ma belle spiagge, lunghe in media una decina di metri. Qui sorge in oltre un porticciolo turistico protetto da due moli, uno maggiore articolato ad elle, e l’altro minore e rettilineo.La frazione è servita da tutti i principali servizi.

MARE PINTAU Imperdibile un approdo nella bellissima caletta, caratterizzata dal fondo sabbioso, acqua cristallina e da un contrasto di colori e sfumature così vivace da sembrare dipinto (“pintau” in sardo, appunto). Con il tender è possibile giungere fino ai limiti della spiaggia acciottolata per un rifornimento al locale bar.

TORRE DELLE STELLE villaggio che sorge su di un promontorio lungo la strada costiera che da Cagliari porta a Villasimius, nel sud-est della Sardegna. E’ la zona costiera dei Comuni di Maracalagonis e Sinnai ed è meta preferita dei cagliaritani che qui possiedono la maggior parte delle ville. Ha due splendide spiagge di fine sabbia bianca, Genn’e Mari e Cann’e Sisa, le acque sono di media profondità e il mare di un azzurro-verde dalle mille sfumature. Splendida la vista notturna, con il promontorio punteggiato di luci.

CAPO CARBONARA Il promontorio di Capo Carbonara fa da spartiacque tra il golfo degli Angeli cagliaritano e la baia di Villasimius. Sui due lati del promontorio sono presenti diverse località turistiche:
– sulla costa ovest: il porticciolo di Villasimius con la spiaggetta, i resti di una antica fortezza con la Torre vecchia, Punta Santo Stefano che costituisce la propaggine più occidentale del promontorio e la frazione di Santa Caterina con la sua caletta;
– sulla costa est: la spiaggetta di Is traias, la bellissima spiaggia di Porto Giunco, lo Stagno di Notteri con i Fenicotteri rosa, la Torre di Porto Giunco e la spiaggetta di ciottoli di Cava Usai (cava di granito dismessa negli anni ’50). Sul promontorio si trovano inoltre una Stazione meteorologica dell’Aeronautica militare ed un faro di segnalamento. Davanti a Capo Carbonara, a circa 800 metri a sud-est, si trova l’Isola dei Cavoli. L’area marina antistante Capo Carbonara, insieme con l’isola dei Cavoli e l’Isola Serpentara, fanno parte dell’Area naturale marina protetta Capo Carbonara. (www.ampcapocarbonara.it). Nell’area è vietata la pesca subacquea in tutti e tre i quadranti, si possono effettuare immersioni con autorespiratore solamente dopo aver ottenuto il benestare dalla direzione dell’area marina protetta. Inoltre nel quadrante A sono anche vietate la navigazione e la balneazione. E’ quindi fondamentale, per evitare danni al delicatissimo ecosistema locale e multe salatissime, accertarsi di mantenere una rotta esterna alle aree interdette.

ISOLA DEI CAVOLI È una piccola isola granitica, inclusa nell’Area Marina Protetta di Capo Carbonara e sormontata da un imponente faro. L’origine del nome ha due versioni correnti: secondo la più antica il suo nome, che in sardo è isula de is càvarus che significa “isola dei granchi”, è semplicemente un grossolano travisamento, un errore di traduzione da parte dei cartografi italiani. La versione più moderna è che il nome derivi dall’abbondante presenza sull’isola di numerose piante di Cavolo Selvatico o Cavolo di Sardegna (Brassica Insularis), che vi crescono in forma endemica. Essendo oramai automatizzato il funzionamento del faro, l’isola è disabitata ed ospita il centro ricerche della Facoltà di Biologia di Cagliari che la utilizza per attività di ricerche botaniche e zoologiche. Nel 1979, nella parte sud, è stata deposta sul fondo marino, alla profondità di circa dieci metri, una statua di granito alta 3,2 metri dedicata alla Vergine del Mare, patrona del naufrago e protettrice dei naviganti, opera dello scultore Pinuccio Sciola. Da allora ogni anno, la terza domenica di luglio, si svolge un’importante sagra, con la spettacolare processione a mare di barche provenienti dalla vicina costa di Villasimius, culminante con una benedizione e una preghiera subacquea, e il getto in mare di corone di fiori. Seguono festeggiamenti, canti tradizionali e balli in costume da parte di gruppi folkloristici e musicali, e nella notte spettacoli di fuochi d’artificio.

VILLASIMIUS La cittadina e il territorio circostante sono una meta turistica imperdibile. La ricchezza di spiagge, costellate di vegetazione; la movida e il buon mangiare del centro; la possibilità di abbinare alla sosta escursioni nei boschi dell’entroterra montuoso e numerosi sport di terra e mare, fanno di Villasimius una tappa ricca di attrattiva. Nell’arrivo si impone attenzione per la presenza di secche e scogli affioranti, in prossimità delle coste. L’ormeggio presso il locale porto è comodo, ben protetto da tutti i venti e discreto, in quanto distaccato un paio di chilometri dalla cittadina vera e propria, raggiungibile comunque con facilità.

COSTA REY Frazione marittima di Muravera, Costa Rei, conosciuta anche come Costa Rey è un insediamento turistico di primaria importanza e recente formazione, tutto affacciato su un litorale incantevole e incontaminato che propone all’ospite scenari caraibici fatti di mare cristallino e sabbia bianchissima. Tra i sette chilometri di costa ricca di chioschetti, calette intime e tutte da scoprire e spiagge sublimi, spiccano la spiaggia detta di Peppino, con il caratteristico scoglio che si adagia su pozze di acqua tiepida e limpida che somigliano piuttosto a incantevoli piscine naturali. All’orizzonte si staglia l’isola di Serpentara, facilmente raggiungibile in escursione guidata, che per la propria varietà naturalistica è parte integrante del Parco Marino di Capo Carbonara.

METEO Il clima, tipicamente mediterraneo e di scarsa piovosità. L’intera costa meridionale è aperta anche ai venti del II e III quadrante, ma è frequente imbattersi anche nel maestrale e ponente che, se di intensità sostenuta, rendono la navigazione impegnativa e adatta a equipaggi esperti.

Itinerari Viaggio in Sardegna Est

PORTO CORALLO: tappa necessaria se, partiti da Villasimius, si sente il bisogno di fare una sosta prima della risalita lungo la costa ogliastrina.

ARBATAX: il primo approdo nella meravigliosa costa ogliastrina, la più imponente e selvaggia della Sardegna ricca di anfratti da cartolina, come Cala Goloritzé, Cala Luna e Sisine, la Grotta del Bue Marino. Il porto si trova in paese. D’obbligo una visita alle Rocce Rosse, splendide scogliere di porfido rosso che ogni anno attirano turisti da ogni parte del mondo, raggiungibili in pochi minuti a piedi.

SANTA MARIA NAVARRESE: non distante da Arbatax, è il punto di partenza per la scoperta del golfo ogliastrino. Dal giugno 2005 la locale Marina di Baunei è stata dotata del “Pequod”, un sollevatore che consente l’accesso a bordo delle imbarcazioni alle persone diversamente abili, diventando così il “primo porto accessibile” della Sardegna. A terra, una passeggiata in paese sarà un’immersione nella cordialità, nella macchia mediterranea e nelle prelibatezze gastronomiche che rendono celebre l’Ogliastra.

PORTO OTTIOLU: Dopo l’immersione nell’incanto ogliastrino, e nelle sue scogliere a picco, il paesaggio si distende nella splendida baia di Porto Ottiolu, famosa per le sue spiagge, i deliziosi prodotti tipici locali e la movimentata vita notturna, complemento ideale della navigazione.

SINISCOLA: Dalla spiaggia di Berchida alle dune di Capo Comino fino al villaggio dei Pescatori di Santa Lucia, l’area circostante Siniscola è ricca di attrattive. Vasta la scelta di escursioni naturalistiche nell’interno, che permettono di apprezzare un territorio vario e incontaminato. Insieme alle vicine località di San Teodoro e Budoni, offrono il non trascurabile vantaggio di un minore traffico di barche rispetto alla costa settentrionale, il che consente di godere appieno della ricchezza naturalistica della zona.

OLBIA: Cittadina in grande crescita, dotata di un aeroporto internazionale collegato alle principali città europee, Olbia è lo snodo tra la costa orientale e quella settentrionale. La Carloforte Sail Charter offre un comodissimo approdo nel moderno Marina di Olbia. Sta a voi scegliere la rotta. Qualsiasi sarà, risulterà comunque indimenticabile anche fuori stagione.

COSTA SMERALDA: Superati Porto Rotondo e Marina di Portisco, si spalanca la celebre Costa Smeralda, rinomata in tutto il mondo come meta prediletta del jet set internazionale. La zona, una ventina di chilometri compresi nel comune di Arzachena, è ricca di insenature, piccole spiagge mentre distano poche miglia le isole di Soffi, Mortorio, Mortoriotto, Bisce e l’arcipelago della Maddalena, che rendono l’area navigabile intrigante ma anche ricca di secche e scogli affioranti a cui porre la massima attenzione.

CANNIGIONE: il paese di Cannigione, dotato di un grande e attrezzato porto turistico, è da sempre il porto naturale della cittadina di Arzachena. Il suo golfo è location ideale per le regate veliche

PALAU: numerose spiagge, alternate a tratti di costa granitica, introducono alla cittadina di Palau, porta d’accesso all’arcipelago di La Maddalena e la Corsica. Il territorio circostante è disseminato di spiagge, incastonate nella rigogliosa e profumata macchia mediterranea. Nei pressi del paese si trova la roccia dell’Orso, una collina granitica di 122 metri modellata dagli agenti atmosferici, famosa per la sua forma di orso e visitata ogni anno da migliaia di persone

ARCIPELAGO DI LA MADDALENA: Trait d’union tra la Sardegna e la Corsica, l’arcipelago si distingue per la sua incontaminata bellezza. L’accesso alle isole e ai mari limitrofi è interamente vincolato dal regolamento dell’omonimo parco (www.lamaddalenapark.it) istituito nel 1994 a tutela della zona. Tutto l’arcipelago presenta coste frastagliate e scogli affioranti, che richiedono la massima prudenza nella navigazione, alla pari dell’intenso traffico di imbarcazioni Il suo centro abitato è La Maddalena, nato come borgo di pescatori e più di recente legato all’attività della base militare NATO di Santo Stefano, dismessa nel 2008.

CAPRERA: Fra tanta natura, è d’obbligo un tuffo nella storia. Compresa anche questa nel parco di La Maddalena, e collegata alla terraferma da un piccolo ponte, l’isola di Caprera è nota per essere stata scelta come buen retiro da Giuseppe Garibaldi, che vi morì nel 1882. Di natura granitica possiede numerosi boschi, principalmente pinete, e litorali con cale sabbiose alternate da scarpate a picco sul mare